Di un autunno leggero come le foglie

L’autunno è iniziato ieri, anzi inizia domani …

fatto sta che da una manciata di giorni è arrivato un freschetto a cui non eravamo più abituati e che porta con se la solita malinconia della fine dell’estate, di una abbronzatura che ormai è quasi sparita, di qualche sbiadito ricordo di mare, delle cene all’aperto che vorremmo fare ma poi ci viene freddo, delle giornate che si accorciano, delle prime piogge, dei costumi da mettere assolutamente via. Ma per fortuna si porta anche la fashion week, la mostra di Richard Avedon,😍 il cambio dell’armadio che in autunno dà sempre grande soddisfazione perché puoi permetterti di sovrapporre più pezzi (utili o meno) senza sembrare l’omino della michelin. Torna la zucca e le mele cotte con la cannella e le tazze di te caldo, arrivano un paio di convegni online by Class e Netcomm con vari approfondimenti sull’economia in generale e il fashion nello specifico. Torna il Photofestival tra Milano e provincia. In tanti uffici si torna a lavorare in presenza anche se il 64% dei dipendenti che fino ad oggi ha lavorato da remoto non vorrebbe tornare a lavorare in ufficio, e in questo articolo The Atlantic spiega chiaramente come chi è sempre stato produttivo ed efficace in ufficio, continua ad esserlo anche lavorando da casa e chi invece necessita dell’ufficio per giustificare una posizione ed un ruolo, passando il suo tempo a mantenere relazioni, tessere lodi e dimostrarsi molto impegnato ... teme lo smart working … poiché difficilmente riuscirebbe ancora a giustificare la propria posizione.  

 

L’autunno è fermento. La FW di New York si è aperta con il Vogue World una sfilata per le strade di New York dove per la prima volta il pubblico non era composto solo da addetti ai lavori e celebrities ma da un pubblico ben più ampio e l’evento è stato ricco di performer ed artisti ed è diventato un vero e proprio evento di intrattenimento, dove tra l’altro ha sfilato anche Serena Williams … dopo aver giocato la sua ultima partita agli US Open.

Il fondatore di Patagonia ha ceduto la sua azienda per salvaguardare il pianeta, cosa che speriamo possa essere di buon auspicio ed esempio; c’è una nuova app/social geneva.com ma io sono troppo agée per parlarvene. Armani ha aperto in Galleria Vittorio Emanuele II.

 

Sempre dal magico mondo della moda aspettiamo anche il debutto del direttore creativo di Bally, Rhuigi Villasenor, Marco De Vincenzo da Etro e super attenzione a Veronica Leoni ( che ha fatto un’ottima scuola da Jil Sander e poi con Phoebe Philo) con il suo brand Quira, definita dalla testata americana WWD (parca di elogi) “notevole”; è anche ormai chiaro per tutti che nel 2022 i direttori creativi delle maison devono essere anche degli influencer. Esempio di questo processo è la nomina di Maximilian Davis alla guida di Salvatore Ferragamo con lo scopo di riportare il brand sotto i riflettori.

 

L’autunno è anche tempo di iniziare a cercare un paio di stivali con la S maiuscola, unico vero acquisto che mi sono ripromessa di fare questo autunno.

Esce poi l’attesissimo (speriamo) “Blonde” tratto dal libro di Joyce Carol Oates che è già da qualche mese nella mia lista prossime letture, insieme a tutti i giornali che mi sto godendo in questi giorni … ma non per questo vi dirò cosa andrà questa FW 22/23 perché tanto ve lo potrete leggere e scegliere. È tempo invece di mettere insieme le idee di cosa avevamo visto nelle sfilate, e creare i nostri tips di styling perché finalmente tutti hanno capito che il tempo del total look è finito e bisogna allenare la capacità di cercare e l’arte di costruirsi una propria identità fuori e dentro, che sappia parlare di noi.

Quindi per me si a giacche militari vintage customizzate ad hoc, un po’ di animalier ma senza il suo lato volutamente intrigante, il verde in tante delle sue declinazioni, sciarpe (stay tuned per vedere le nuove) da cui farmi avvolgere, un tocco di fucsia, non perché si sia visto in tutte le sfilate, ma perché anche se non è nella mia palette, mi da una gioia di vivere virale. Maniche di camicia a volerci ricordare concretezza.

E poi io dico anche no ai cargo pants, perché ho già dato (si anche con il tacchettino) in un tempo indefinito di qualche vita fa e hanno già fatto parte di un serio decluttering prima ancora che si parlasse di decluttering … per cui no grazie.

 

E ora basta leggere, tutti fuori … godetevi questo autunno, senza studiarlo a tavolino ma solo con impeto del cuore.