Con in testa "come si cambia per non morire" ed in mano un bicchiere di vino

Ha compiuto 80 anni Vivien Westwood, a cui dico grazie per lo stile punk rock che ho amato non solo da adolescente ...

e per il vestito da sposa di Carrie che ho altrettanto amato, come l’uccello che aveva in testa … (si ci avevo pensato per il mio matrimonio, ma poi ho desistito).

È morto Filippo di Edimburgo ricordato con queste parole da Beppe Severgnini (la cui scrittura mi affascina sempre e da sempre e potrei leggerlo all’infinito) l’uomo con un’occupazione unica: accompagnare, nel corso di una lunga vita, una protagonista come Elisabetta. Accettando di essere sempre un passo indietro, un’idea in ritardo, un fotogramma dopo… Insieme a lui se ne va un’epoca …

E non so perché, ma mi è presa una vena nostalgica da “nessuno può mettere baby in un angolo” e con in testa “Come si cambia … per non morire” … e un bicchiere di vino in mano, mi sono chiesta: ripensate mai ai tempi in cui andavate a letto non struccate (virtuoso chi non l’ha mai fatto) e pensavate di non pagarne le conseguenze nella vita.

O alle amiche? Quelle preziose speciali, quelle superstiti che forse qualcuna ha ancora la fortuna di avere vicino, che vi hanno tenuto la testa e il cuore stretto nei momenti più duri, in cui tutto girava dentro, ma fuori in realtà rimaneva immobile e alle lettere, le lettere quelle belle, quelle di ragazza, quelle in cui scrivi pezzi di canzoni e di cuore, quelli pieni di tvttb e divagazioni varie sul tema … e purtroppo mi sono resa conto che nel penultimo o forse nel terzultimo trasloco (e anche qui potremmo discettare su quanto e cosa si perde nei traslochi, avendone fatti una quantità non indifferente) ho perso o forse eliminato in una sorta di raptus, dovuto all’incapacità di chiudere anche solo un altro scatolone, proprio quelle lettere e ho pensato a quanto vorrei rileggerli oggi, quei drammi esistenziali (ovviamente nulla in confronto a come può asfaltarti la vita adesso), e riguardare quelle foto per ridere, per vedere. E mentre pensavo ai “favolosi anni 90” mi è venuto anche il flash in cui rivedo Brad Pitt che faceva coppia con Juliette Lewis … con la canottiera bianca che è tornata di moda per questa primavera estate, che ho adorato ed usato allo sfinimento e che non avrei mai mollato, ma vista l’età forse è meglio non ripensarci neanche (per quanto poi spesso mi crogioli sentendomi addosso ancora gli anni di una ragazzina salvo poi stramazzare per terra quando mi imbatto in una vetrina e mi chiedo: ma questa chi è?). E allora, come un fiume in piena, ecco una carrellata di cosa andrà per la maggiore la stagione che tanto si sta facendo attendere, mischiato invece a quello che piace a me, perché da quando ho deciso di definire i contorni della mia persona, ho anche cercato di crearmi uno stile mio, senza seguire necessariamente le mode, perché come ben spiegato in un articolo di Vogue da Stef Yotka lo stile personale è meglio di qualsiasi trend.

Inutile dilungarmi ancora sugli zoccoli, ho già abbondantemente ripetuto a tutti quelli che mi conoscono e non solo, che li rimpiango da quando ho dovuto abbandonarli per usura 25 anni fa. Sto ancora provando a farli entrare in casa, a mio supporto cerco ogni traccia su giornali e web, dove vengono identificati come pezzo cult della stagione (Hermès li ha fatti sfilare ai piedi di tutte le sue modelle), ma ancora non sono riuscita a convincere nessuno. 

Jeans sempre e comunque, quest’anno il modello più gettonato sarà il bootcut. Io un po’ li amo e un po’ li odio, forse perché a parte un adorato paio di Levi’s a zampa nel secolo scorso, non ho più trovato un paio che mi desse le stesse soddisfazioni e poi sono abbastanza certa di non stare bene con i jeans. 

Mentre potrei scrivere la divina commedia sulle GONNE LUNGHE, mie adorate, amate sempre, da sempre, per qualsiasi occasione, dal matrimonio blasonato, all’aperitivo in spiaggia, passando anche per le pulizie di primavera. Le adoro, trovate in negozi introvabili, scovate nel vintage, o fatte fare su misura (qui vi allungo due indirizzi preziosi Minoja e Le Gonne Ruffiane) sono l’unica cosa su cui il decluttering con me non ha funzionato, tengo ancora come una reliquia una del 20esimo secolo in lana verde bottiglia lunga fino al pavimento e mi emoziono ancora quando la indosso.

Ça va sans dire, chemisier o abito lungo, per me no midi e no quadro di Monet, per il resto potete lasciare spazio alla fantasia, sono tornati anche gli slip dress che insieme alla canotta di cui sopra, fanno molto Kate Moss anni 90.

 

La t-shirt bianca di un bel cotone biologico … meglio ancora con una frase ricamata a mano (In primis le mie, per chi ancora non le avesse viste) perfetta sotto blazer di taglio sartoriale o semplice e pura come solo lei riesce ad essere … un paio di pantaloncini e fa subito estate.

C’è chi dice ancora ballerine, ma spero non sia vero, perché è un argomento che proprio non riesco a trattare, qui mi schiero e le catalogo Man Repeller (piccola divagazione per chi non conoscesse la storia di Leandra Cohen, qui è ben sintetizzata).

Mi piacciono invece le slingback, più da vedere che non da portare, ma ne sogno solo una ….              

E poi sempre e comunque le Friulane ... e non c'è bisogno che vi dica dove andare ad acquistarle e che io le personalizzo per voi ricamando le vostre iniziali. 

Tye Dye, non mi piaceva prima e non mi piace adesso, un po’ come il Crochet (abbandonato anni e anni fa sulle spiagge di Formentera) entrambi stanno prendendo piede sui social e non solo, come mode della stagione, ma non fanno per me.

 

Baseball cap, guardando la sfilata di Celine direi anche di si, le modelle mi piacciono, ma io non lo so, forse se avessi in programma il coast to coast su una mustang cabrio ci penserei, ma così per il momento direi di no, preferisco sempre la tesa larga e poi ripiego su un panama o simili, in ogni caso l’unico pensabile è questo                     

Shaket, mi piace tanto, già sperimentato soprattutto in questi giorni ancora così freddini, la risposta è assolutamente si, anche per il prossimo autunno. A me in generale piace sovrapporre due camicie di tessuti e spessori diversi ... e il camicione in flanella scozzese lo portavo già 27 anni fa.

 

E poi mi fermo qui e riprenderò il discorso tra qualche settimana (sperando in un sole che scaldi un po’ di più) con un solo monito a me stessa e non solo … Il lamento sulla bocca di chi non ne ha motivo è decisamente fuori luogo, per cui visualizzo l’estate e tengo duro.